Il cuore dell'Italia contro la velocità del Galles. Alla fine, i dragoni hanno prevalso, imponendosi 24-16 a Roma. Di fronte a un Flaminio delle grandi occasioni, con una buona presenza dei tifosi ospiti, le due nazionali hanno dato vita a un match combattuto.
Gli ospiti passano a condurre dopo pochi minuti, con un calcio di Stephen Jones. Gli azzurri, ancora a secco di vittorie in questa edizione, partono alla carica e ottengono il vantaggio con una meta di Gonzalo Canale. Mirco Bergamasco, però, fallisce la trasformazione.
I britannici ritrovano il vantaggio con una meta di Stoddart, prima che un calcio di Bergamasco riequilibri l'incontro: il tabellone segna adesso 8-8. Il pareggio dura appena un minuto. Warburton deposita in meta tra i pali, per Jones è facile la trasformazione. L'Italia non molla. Malgrado gli errori dalla linea di touche, il carattere non manca alla squadra di Mallett. Zanni va in meta, ma l'arbitro annulla dopo aver consultato il TMO (television match official). I dubbi restano tanti. Bergamasco riporta i suoi sotto con un calcio di punizione. Due falli in difesa dei padroni di casa e le due successive realizzazioni di Jones fissano il punteggio sull'11-21.
L'Italia riparte forte nella seconda frazione. Una meta del capitano Parisse consente ai suoi di accorciare il divario. Bergamasco non trasforma, si resta sull'16-21, un break di svantaggio. I padroni di casa continuano ad atttaccare, ma sono imprecisi i tentativi dalla distanza di Bergamasco e Orquera. Gli ospiti "rischiano" di andare in meta su un pericoloso calcio indietro della difesa. Il pallone termina però fuori. L'Italia spinge, ma è il Galles a colpire e chiudere l'incontro, con un drop di James Hook a 7' dalla fine.
Miglior giocatore dell'incontro l'azzurro Semenzato. Magra consolazione. Tra due settimane la Francia farà visita agli azzurri, prima della trasferta finale in Scozia. I tifosi sperano in altre buone prestazioni, "condite" magari da qualche punto.
Gabriele Farina
domenica 27 febbraio 2011
Italia grinta ed errori, vince il Galles
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VI Nazioni
domenica 13 febbraio 2011
Inghilterra a forza 8, è notte fonda per l'Italia
Dr. Nick e Mr. Mallett. L’Italia del rugby è ancora in crisi d’identità. Dopo la brillante prestazione di sabato scorso contro l’Irlanda (11-13, drop decisivo ospite a 3’ dalla fine), gli azzurri vengono sconfitti 59-13 dall’Inghilterra a Twickenham. Davanti a un pubblico delle grandi occasioni e con un’atmosfera davvero elettrizzante, l’Italia cerca di mostrare di non essere venuta in terra britannica per svolgere il ruolo di vittima sacrificale. Pronti, via e gli azzurri si spingono subito in avanti. E’ solo un fuoco di paglia. I bianchi conquistano l’ovale davanti ai loro 22 e affondano con un micidiale sprint. Due minuti ed è già meta. Mirco Bergamasco trasforma una punizione che riporta sotto gli azzurri; ma dall’altra parte gli inglesi sembrano di un altro livello. Più veloci, più determinati, meno imprecisi dalla linea di touche. Ben otto, infatti, gli errori azzurri dalla rimessa laterale. Così, inevitabilmente i padroni di casa chiudono in vantaggio la prima frazione di 25 punti (31-6). Per gli azzurri, ancora un piazzato di Bergamasco.
Il copione non cambia nella ripresa, nonostante la girandola di cambi dall’una e dall’altra parte. Gli Inglesi marcano altre quattro mete, due con Ashton che altrettante ne aveva realizzato nel primo tempo. E dire che sembrava “in crisi”, visto che ne aveva segnata solo una nelle ultime nove uscite con i “leoni”. Tanto nervosismo tra gli Italiani. Molte proteste (e successivi arretramenti di 10 metri), espulso per 10’ Castrogiovanni. L’unica nota positiva da cui si dovrà necessariamente ripartire la meta di Ongaro dopo un’azione “in trenino”: tutti a spingere e Ongaro a schiacciare in terra. Twickenham applaude, spera di fare altrettanto il Flaminio nelle prossime due gare (interne) contro Galles e Francia.
Gabriele Farina
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lunedì 7 febbraio 2011
Cinque mulini, ritorno al futuro
Sudore e tradizione, salite ripide e discese repentine, corsa e tanta resistenza. Benvenuti alla 79a edizione della Cinque Mulini, tradizionale appuntamento dell’atletica internazionale. Nel suggestivo scenario di San Vittore Olona, un paesino di circa ottomila abitanti nelle vicinanze di Legnano, atlete e atleti di tutto il mondo si sono incontrati e sfidati per una gara valevole anche per la 48a Coppa Europa a squadre di Cross Country. La manifestazione è davvero un evergreen del panorama mondiale ed è stata disputata sempre dal 1932, anche durante la guerra. Davvero calorosa la presenza dei molti sostenitori.
Ridisegnato il percorso di gara, con soli due dei cinque mulini “superstiti”: il Meraviglia e il Cozzi. Proprio gli impianti ad acqua, legati al vicino fiume Olona, sono uno degli elementi di maggiore fascino della competizione. Senza dimenticare gli sportivi, i veri protagonisti della giornata. Lasciamo quindi spazio a loro.
Junior femminile (km. 4) - La mattina s’è aperta con la prova delle giovani promesse dell’atletica femminile. A difendere i colori azzurri è scesa in pista l’Atletica Studentesca Ca. Ri. Ri., già in luce ai recenti nazionali di cross di Varese. Sugli scudi Valeria Lori e l’umbra Elena Petrini, rispettivamente settima e sedicesima. La giovane atleta di Spoleto ha chiuso con il tempo di 16’30’’ (non troppo distante dal buon rilievo della compagna di Fiumicino) e un primo parziale di appena 3’’ superiore a quello della vincitrice, la turca Esma Aydemeur. Completano il quadro delle azzurre Erica Michetti (34° posto) e Chiara Guerrucci (65° piazzamento). Il titolo a squadre è andata alla compagine russa Lech Mosca.
Junior maschile (km.6) - Stessi vincitori a parti invertite nella manche maschile. Il successo individuale è andato a un russo, Andrei Rusalov, mentre il titolo a squadre ha arriso ai turchi del Fenerbache. L’unico team italiano in gara, il Marathon Trieste, ha chiuso con il 36° posto di Noliani, il 41° di Micalizzi, il 45° di Torrido , il 48° di Dolermo, il 53° di Deste e il 57° di Sterni.
Senior femminile (km.6) - Anche tra le atlete più grandi la vittoria è andata a una turca, Almitu Bekele Degfa. Quinta Nadia Ejjafini dell’Esercito, piazzata sul terzo gradino del podio a squadre con Layla Soufiane (15° posto), Elena Romagnolo (17°) e Veronica Inglese (42°). L’oro va alla squadra turca del Usküdar Belediyesi Spor Kulübü, argento alle portoghesi del Maratone Clube De Portugal. Tra le altre azzurre, 25° posto per Federica Dal Ri e 42° per Fatna Maroui.
Senior maschile (km.10) - Conquista l’alloro uno spagnolo, Ayad Lamdassem della Bikila Toledo. Alle sue spalle si piazzano il portoghese Youssef El Kalay e il francese Niyonkuru Abraham. Andrea Lalli delle Fiamme Gialle (sesto) è il primo degli italiani, davanti a Gabriele De Nard (8°) e Ahmed El Mazouri (9°). Gli azzurri si qualificherebbero secondi, se non fosse per la squalifica di Yuri Floriani. Un suo cambio di direzione per chiudere la strada a un avversario costa a lui il provvedimento e, agli azzurri, il piazzamento sul podio. La classifica a squadre, infatti, si effettua tenendo conto dei piazzamenti dei primi quattro (si fa la somma delle posizione) e l’Italia perde un piazzamento importante. Dietro i portoghesi del Grupo Desportivo Conforlimpa si piazzano dunque i francesi del Provence e gli spagnoli del Bikila Toledo.
Gabriele Farina
Per saperne di più: Sito ufficiale della competizione
sabato 5 febbraio 2011
Grinta Italia, la vittoria con l'Irlanda sfuma d'un soffio
Se il buongiorno si vede dal mattino, il Sei Nazioni può dare soddisfazioni alla squadra di Mallett. Davanti a un caloroso Flaminio, sold out per l’occasione, gli azzurri del rugby perdono 11-13 contro l’Irlanda nella prima gara dell’edizione 2011.
L’Italia difende bene e si vede. Gli ospiti, abituati a impostare le gare sulla velocità, faticano e non poco a sfondare. Sono i padroni di casa a passare in vantaggio, con un preciso calcio di punizione di Mirco Bergamasco da quasi centrocampo. I verdi continuano a spingere e agguantano il pareggio con un tiro piazzato di Sexton. Prima dell’intervallo, il XV guidato da Sergio Parisse torna a condurre al 40’ con un nuovo calcio di punizione di Mirco Bergamasco. Azzurri avanti 6-3, unica nota stonata l’infortunio di Gori. Dalle prime analisi semrbra una lussazione alla spalla sinistra, previsto per lui un mese di stop.
Il copione sembra cambiare nella ripresa. Gli ospiti partono più aggressivi, la difesa italiana fatica a reggere. Dopo appena 3’ O’Driscoll sfrutta un miss match, un accoppiamento sbagliato con il pilone Castrogiovanni, e va in meta. Bell’azione personale del giocatore, già player of the year nel 2009. La trasformazione di Sexton dà agli ospiti 4 punti di vantaggio. La gara è ancora lunga. Gli azzurri si riversano in attacco, talvolta con troppa fretta. Gli irlandesi non mollano. A cinque minuti dalla fine, Luke Mc Lean conclude una bella azione in orizzontale degli azzurri e uno squisito passaggio di Garcia e va in meta. E’ l’11-10 Italia. Bergamasco fallisce la trasformazione. Sarebbe stato il +3. Dopo una gara stremante e contro un avversario mai battuto in passato, basterebbe tenere il possesso e portare a casa un’importante vittoria. Come prevedibile, gli ospiti tentano il tutto per tutto, nonostante l’inferiorità numerica (espulsione temporanea di Leamy). I verdi riescono a recuperare il pallone e con un preciso drop (calcio su azione) dell’esperto O’Gara tornano avanti.
Gli azzurri a 2’ dalla fine hanno ancora un’esile speranza. Un calcio impreciso e un drop corto chiudono però l’incontro. Si chiude così, 11-13, tra gli applausi del Flaminio e il fair play degli irlandesi. “Nella gestione degli ultimi 5 minuti c’è mancata l’esperienza”, sottolinea al termine il c.t. Mallett. Il torneo va avanti. Tra 7 giorni a Twickenam c’è l’Inghilterra. Un successo appare proibitivo, ma l’Italia ha dimostrato di avere lo spirito giusto per le grandi battaglie.
Gabriele Farina
I Giornata
Galles vs. Inghilterra 19-26
Italia vs. Irlanda 11-13
Francia vs. Scozia 34-21
Per saperne di più: Sito ufficiale VI Nazioni
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