giovedì 16 giugno 2011

Thomas para tutto, è trionfo Bruins

Poteva essere la festa di Vancouver, è stato il trionfo di Thomas e dei Bruins. Il portiere, ancora una volta, ha chiuso la saracinesca. Quattro a zero Boston il risultato finale e titolo che torna in Massachusetts per la sesta volta. Dovranno attendere ancora i Canucks, migliore squadra di regular season, mai una Stanley Cup dal 1970, anno della fondazione.

Alla Rogers Arena il pubblico di Vancouver aveva già tutto pronto per la festa. La serie finale aveva sempre visto vincente la formazione di casa e in British Columbia speravano che nulla sarebbe cambiato.
Pronti, via e Luongo è subito protagonista. Bella parata in tuffo su una conclusione ravvicinata di Krejci. Il portiere canadese era ansioso di rivincita dopo la prestazione opaca di gara 6 al TD Garden. Dall'altra parte Tim Thomas si conferma semplicemente una sicurezza. A cinque minuti dalla prima sirena, i gialloneri vanno in vantaggio. Assist dalla destra di Marchand per Bergeron, che sorprende Luongo con un tiro di prima intenzione.

I canadesi spingono sull'acceleratore nel secondo periodo alla ricerca del pari. La gara è combattuta, ma corretta. Al termine si registrano soltanto tre penalità, mentre erano state quasi trenta in altre gare della serie. Thomas respinge tutto (alla fine saranno 37 i suoi salvataggi), così gli ospiti possono giocare più sciolti in attacco e raddoppiare. Marchand approfitta di un cambio di gioco alle spalle della porta dei Canucks per concludere da pochi passi dalla porta. Il suo tiro di rovescio viene intercettato da Luongo, ma il disco gli sfuge e si insacca beffardo in rete. Due a zero ospiti e Rogers Arena ammutolita. Vancouver subisce il colpo e cerca di reagire. Pochi minuti dopo, tuttavia, giunge anche la terza rete. Bergeron scatta in azione di ripartenza dalla blue line di Boston. Una veloce manovra che sorprende i verdeblu, riversatisi in attacco per una superiorità numerica. A tu per tu con Luongo viene contrastato, ma riesce comunque a fare entrare il disco alla sinistra del goalie.

Per i Canucks tentare l'impresa, se prima era arduo, adesso diviene epico. Nonostante ciò, i verdeblu pattinano a tutta velocità alla ricerca della rete che potesse riaprire l'incontro, o almeno dare loro la soddisfazione della rete della bandiera. Nulla da fare. Thomas conferma di meritare pienamente il titolo di migliore giocatore dei playoff e chiude ogni varco. Il numero 30, oltre al premio di Mvp, conquista due record: il maggior numero di parate in post-season (798) e il primo portiere a realizzare uno shutout (chiudere a reti inviolate) in una trasferta di gara 7 di finale. In assoluto, è il quarto a terminare imbattuto un incontro (tra casa e trasferta) in una gara 7 di finale.
Così, quando Marchand realizza a porta vuota (i Canucks hanno tentato il tutto per tutto con l'attaccante extra) a tre minuti dal termine, si può scatenare la festa dei gialloneri. Undicesima rete per il giocatore: record di franchigia per un rookie battuto di tre lunghezze.

Ultima partita in Nhl da sogno per Mark Recchi. Per lui un assist sul secondo gol, ma soprattutto la soddisfazione di chiudere la carriera con una Stanley Cup, la terza dopo quelle conquistate con Pittsburgh e Carolina. Per Henrik Sedin e compagni non mancheranno occasioni di rivincita. La festa, quest'anno, l'ha meritata Boston.

Gabriele Farina

sabato 11 giugno 2011

È la dura legge dei Canucks

Vancouver s' impone su Boston per la terza volta in casa con il minimo scarto e conduce adesso la serie finale 3-2. Un successo sul ghiaccio statunitense in gara 6 vorrebbe dire Stanley Cup. Migliore giocatore dell’incontro il goalie canadese Luongo, capace di respingere tutti i tiri avversari, dopo aver incassato dodici reti nelle ultime due partite. Confermato sino a ora il pronostico del difensore verdeblu Bieksa, che aveva affermato che la finale si deciderà nelle gare interne. Il fatto che i Canucks ospiteranno l’eventuale gara 7 non può che far sperare i tifosi delle “orche”,  dal simbolico logo della squadra, alla caccia della prima Stanley Cup. Dovessero conquistarla questa stagione, sarebbe una doppia festa, dal momento che è anche il quarantesimo anniversario della franchigia.  Gli “orsi” del Massachusetts pagano il rendimento infruttuoso lontano dal TD Garden. Dodici reti realizzate e una subita nelle due gare interne, cinque subite e due realizzate nelle tre in trasferta.
Un copione già scritto? - E dire che l’incontro alla Rogers Arena si è aperto come si era chiusa gara 4 a Boston. I Canucks sull’acceleratore che s’infrangono sul muro di Thomas, i Bruins pronti a micidiali contropiede. Dopo appena quattro minuti Kelly colpisce il palo alla sinistra di Luongo dopo una rapida ripartenza. Il portiere statunitense è apparso in gran condizione dalle prime battute, chiudendo la strada ai tiri giunti dai tutti gli angoli e confermando di aver meritato il premio di Mvp negli ultimi due incontri.  Dall’altra parte, Luongo è però voglioso di riscatto. Il numero uno di Vancouver ha dimostrato di aver smaltito la sfortunata performance di gara 4, culminata con la sostituzione con Schneider, e ha alzato un muro invalicabile su cui regolarmente si frantumavano i tentativi dei gialloneri. Il primo periodo, per la terza volta nella serie, si è concluso in tal modo a reti inviolate.
Tim “the cat” Thomas - Se i B’s sono in finale a contendere il titolo alla formazione vincente del Presidents’ Trophy, vale a dire alla migliore squadra della stagione regolare, lo devono soprattutto al loro numero 30. L’estremo difensore di Boston e della nazionale a stelle e strisce si è esaltato nel secondo periodo dimostrando di meritare pienamente la candidatura per il premio di migliore giocatore delle finali e per il Vezina Trophy, il massimo riconoscimento per un portiere della Nhl. Thomas ha vanificato, infatti, gli attacchi dei Canucks, che nel parziale centrale hanno stretto gli ospiti nel loro terzo difensivo. Prodigioso è apparso in particolare su un rapido capovolgimento destra-sinistra sul fronte offensivo canadese, quando a Glass deve essere sembrata fatta, dovendo spingere solo spingere il disco in rete. Il 37enne goalie del Michigan ha dimostrato riflessi felini e una velocità di gambe impressionante, con i quali è riuscito a respingere i tentativi dei padroni di casa, anche quelli da pochi passi dalla rete. Luongo ha risposto bene alle sortite ospiti e così il secondo periodo è scivolato via senza colpo ferire.
La vittoria di Lapierre - I Canucks  nel terzo periodo continuano a pattinare più veloce e a tirare di più mettendo a dura prova i riflessi di Thomas. La gara è stata molto più veloce e divertente, anche per il minor numero di penalità: appena otto, contro le quasi trenta del terzo incontro. A 15’ dalla fine, la svolta. Bieksa fa partire un disco dalla blue line (il limite inferiore della zona d’attacco) verso la balaustra. Sembra un tentativo errato verso la porta, invece è un ottimo assist per Maxim Lapierre. Il numero 40 verdeblu è ben appostato sulla parte sinistra della linea di porta e con una rapida conclusione elude l’intervento del portiere e deposita il disco nel sacco. Si scatena l’esultanza del pubblico di casa, anche se adesso Vancouver deve difendersi il risultato. Dopo tre minuti Luongo è costretto a chiudere la strada a un insidioso tentativo dalla zona d’ingaggio destra di Thornton.  Ehrhoff sull’altro versante impegna ancora una volta Thomas in power-play, ma il portiere Usa è reattivo e blocca il tiro.  Il protagonista diventa così il portiere nato a Montreal, che a quattordici anni dal suo esordio con i New York Islanders può adesso ambire a vincere la Stanley Cup. Luongo cala la saracinesca sui tiri di Peverley, Ference e compagni, chiudendo con il suo secondo shutout della serie. Non a caso, anch’egli è in lizza per il Vezina Trophy. Così, quando i Bruins fanno uscire Thomas per poter avere un attaccante in più, i padroni di casa devono solo allontanare il disco e attendere la sirena finale, tra i canti di gioia e la pañolada del pubblico di Vancouver.
Back in Boston - I Canucks hanno vinto una battaglia, ma non ancora la serie. C’è da credere che Boston farà di tutto per impedirglielo, specialmente nell’ultima partita in Massachusetts della stagione, dove il pubblico di casa riserverà ai gialloneri la classica accoglienza calorosa. Se sarà rispettato l’andamento delle gare passate, allora tutto si deciderà alla Rogers Arena di Vancouver mercoledì prossimo. Chissà, l’anno scorso vi erano state solo vittorie casalinghe nella serie finale tra Chicago e Philadelphia, poi i Blackhawks passarono in Pennsylvania e riportarono il titolo nella Windy City. Per saperlo basta seguire gara 6, in programma al TD Garden di Boston alle 20.00 di lunedì, le 2.00 di notte del martedì in Italia.

Gabriele Farina

giovedì 9 giugno 2011

Due a due e disco al centro





Boston vince anche gara 4 con Vancouver e pareggia la serie. Merito di un buon attacco e soprattutto di Tim Thomas, capace di respingere tutte le conclusioni dirette verso la porta da lui difesa. Dodici reti al passivo in due incontri, invece, per Luongo, sostituito nel finale da Schneider. Certo il goalie canadese non è l’unico imputato della seconda sconfitta di fila dei Canucks, specialmente in una serata in cui i tentativi offensivi ospiti (ben 38) non hanno avuto buon esito.

Il quattro a zero con cui si chiude l’incontro aggiunge ancora più fascino, come se fosse necessario, alla sfida per la Stanley Cup. La serie si sposta ora in Canada, dove la formazione di casa farà di tutto per rispettare il fattore campo.

La cronaca della gara si apre con una buona notizia per tutti gli amanti dello sport. Nathan Horton, infortunatosi la serata precedente (commozione cerebrale) sta bene ed è anche passato a salutare i compagni dello spogliatoio. I tifosi presenti al palazzetto del Massachusetts hanno sostenuto a gran voce il giocatore, eroe di gara-7 contro Tampa Bay (sua la rete decisiva). Prima dell’inizio, Bobby Orr, “vecchia gloria” dei Chicago Blackhawks e dei Bruins, con cui ha vinto l’ultima Stanley Cup della loro storia, ha fatto la sua comparsa tra il pubblico e sventolato una bandiera in onore del numero 18 giallonero.

Dopo la celebrazione, la gara. Gli ospiti partono con il piede sull’acceleratore, decisi a rimediare alla goleada subita appena 48 ore prima. Sedin e company, tuttavia, trovano sulla loro strada un super Thomas, sempre più candidato al Vezina Trophy, premio per il miglior portiere della stagione.
Dall’altra parte Luongo tiene testa per una decina di minuti alle iniziative dei Bruins, poi deve capitolare a Peverley, che va a segno su un’azione di ripartenza. Manovra propiziata da Krejci e Chara e conclusa dal centro di Boston con uno snap shot a pochi passi dalla porta.
I Canucks non accusano il colpo e continuano a spingersi in avanti, senza esito. Al primo stop  il tabellone recita 1-0 Bruins.
Il copione non cambia in apertura della seconda frazione. Gara equilibrata e divertente, con Vancouver che non riesce a incidere e i padroni di casa sempre pronti a far male in contropiede.
All’undicesimo, infatti, i Bruins mettono a segno il raddoppio. Disco perso da Salo all’altezza della blue line di Boston. Se ne impossessa Seguin, che lo fa correre lungo la balaustra per Kelly. Preciso assist di prima per Ryder, che entra nella zona di difesa di Vancouver,  prende la mira e deposita il disco sul secondo palo, vanificando la farfalla del portiere canadese.
Passano appena due minuti e i gialloneri chiudono di fatto l’incontro. La retroguardia dei Canucks non riesce ad allontanare un disco dietro la porta di Luongo. Sul puck si avventa Marchand, che con un preciso tiro di rovescio lo deposita sotto l’incrocio dei pali. Ottava rete alla sua prima apparizione nella postseason per il numero 63 di Boston, canadese di Halifax: eguagliato così il record di gol nei playoff di giocatori all’esordio nella storia della franchigia, stabilito da Mike Krushelnyski e Bobby Joyce nel 1983.
Nono centro nel periodo centrale durante tutta la serie per la formazione del Massachusetts, mentre i verdeblu, nello stesso intervallo di tempo, restano fermi a zero.

Nel terzo periodo i gialloneri calano il poker. Assist dalla destra di Milan Lucic, canadese di Vancouver, respinto dalla stecca del numero uno avversario. Il disco rimbalza sulla gamba di Peverley, contrastato da Kesler, e termina in fondo alla gabbia. L’azione, dopo l’official review degli arbitri, è giudicata regolare.

A tal punto coach Vigneault decide di dare riposo al goalie e lo sostituisce con Cory Schneider, originario del Massachusetts e già studente del Boston College. Dopo la quinta rete di lunedì il portiere aveva chiesto all’allenatore di restare sul ghiaccio; questa volta la scelta è stata diversa. Per lui 16 parate su 20 tiri in porta, con almeno due reti in cui è stato esente da colpe. Per gara 5, stando alla Montreal Gazette, dovrebbe tornare lui tra i pali, con Schneider in panca.

L’eroe della serata, tuttavia, è nuovamente Tim Thomas. Per lui 38 salvataggi su altrettante conclusioni, uno shutout o perfect game e il premio di Mvp: il secondo consecutivo. Il portiere statunitense, già in lizza per il premio come migliore estremo difensore, può puntare anche al titolo di migliore giocatore delle finali.

Ma la serie è ancora lunga. I Vancouver Canucks hanno decisamente migliorato sul piano del gioco,
concludendo nove volte più dei Bruins nello specchio della porta. A ogni modo, sono apparsi imprecisi in difesa, come in occasione del terzo gol, e troppo “buoni” in situazioni di superiorità numerica.  I verdeblu nella serie hanno segnato una sola rete in power-play su 22 tentativi, di cui 6 nell’ultimo incontro.

Gara 5 e l’eventuale gara 7 si disputeranno in British Columbia e questo può essere un grande vantaggio per la squadra con il miglior record della stagione regolare, che alla Rogers Arena hanno subito solo tre sconfitte su dodici incontri, vincendo il 75% delle gare. Percentuale identica per i Bruins, che, dopo le due debacle nelle prime gare contro Montreal e la sconfitta contro Tampa Bay nella prima gara della finale di Eastern Conference, sono stati perfetti al TD Garden.
“Sì, è dura, ma ce la dobbiamo fare”, afferma Kevin Bieksa. “Hanno conquistato le loro due vittorie in casa e così abbiamo fatto noi, sembra che possa essere una serie che si deciderà nelle gare interne e fortunatamente abbiamo due delle prossime tre in casa.”

Lo stesso difensore aveva  sdrammatizzato la sconfitta per 8-1 di lunedì sostenendo che “fortunatamente non si sommano i punteggi. Non è la Champions League. È la finale di Stanley Cup”.

La serie torna adesso sull’Oceano Pacifico, dove si giocherà tra poco più di 48 ore dalla sirena conclusiva di gara 4. C’è da credere che una nuova affermazione dei Bruins farà diminuire notevolmente l’ottimismo dei Canucks, oltre a porre una grande ipoteca per il titolo. Sarebbe il sesto per Boston, lontano dal trofeo dalla stagione 1971-1972. Vancouver, invece, non ha mai assaporato il piacere di alzare al cielo la Stanley Cup, avendo ottenuto il miglior risultato questa stagione con la conquista del Presidents’ Trophy, il premio per la migliore squadra prima dei playoff. La sfida per la Stanley si preannuncia più bella che mai.

Prossimo appuntamento sulla west coast venerdì 10 giugno alle ore 20.00, le 2.00 di sabato nella notte italiana.

Gabriele Farina