Siamo a Detroit, Michigan. Sul diamante del Comerica Park si stanno confrontando i Tigers e i Cleveland Indians. Sì, i Detroit Tigers. La stessa formazione con cui gioca Kevin Costner nel film "Gioco d'amore", in cui il personaggio di "Balla coi lupi" salva il suo matrimonio e realizza una partita perfetta, non concedendo nemmeno una base per 27 turni.
La partita perfetta, il sogno di ogni lanciatore. Un'impresa raggiunta solo 18 volte nella storia della Major League americana.
Sul monte di lancio si presenta Galarraga per quello che può essere l'ultimo lancio della partita. Il battitore degli Indians colpisce la palla e la spedisce verso la parte destra del campo. Inizia la corsa contro il tempo. Il prima base Cabrera raccoglie la palla e la manda nelle mani dello stesso pitcher, accorso a coprire la prima. Palla in mano e base toccata con il piede prima del corridore. Il sogno si realizza? No, perché l'arbitro di prima base vede male e giudica "salvo" il giocatore di Cleveland. La partita va avanti, sfuma il sogno di Galarraga.
Sembra incredibile. Ancora più incredibile la reazione dei giocatori. Galarraga reagisce con un'espressione a metà tra il sorpreso e il "are you sure?", "sei sicuro?", riuscendo anche a sorridere. Le grida di gioia del pubblico per un'impresa di un loro giocatore si trasforma in quieti "boo". Nessuna protesta plateale dei giocatori di casa. Dalla panchina dei Cleveland si intravede che la decisione sorprende anche loro. L'allenatore di Detroit va a parlare educatamente con l'arbitro, la partita riprende. Detroit conquista la gara 3-0. Galarraga, privato del suo sogno, la prende con filosofia. "Andrò a dirgli [all'arbitro] di non preoccuparsi, capita di sbagliare nella vita".
La gara perfetta gli è sfumata per un errore. Il rispetto perfetto resta, questo è l'importante.
Gabriele Farina

Nessun commento:
Posta un commento